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Parola di Roki - Interviste a tu per tu - Adozione

13 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min

La prima intervista: diventare genitori attraverso l'adozione


ROKIHub & la Rubrica interviste a tu per tu! Diventare genitori attraverso l'adozione
ROKIHub & la Rubrica interviste a tu per tu! Diventare genitori attraverso l'adozione

La nostra prima intervista è dedicata all'adozione.

Abbiamo parlato con una coppia che ha realizzato il loro desiderio di diventare genitori attraverso l'adozione e che ha deciso di condividere con noi la propria esperienza: dalle prime riflessioni sulla possibilità di adottare, alla ricerca di informazioni, passando per gli aspetti burocratici, le valutazioni, le attese e, finalmente, l'incontro.


Un racconto personale, ma anche un'occasione per approfondire concretamente cosa significhi affrontare oggi un percorso di adozione.


Con Parola di Roki vogliamo dare voce a chi ha vissuto queste esperienze in prima persona, per costruire uno spazio di confronto che unisca testimonianze, informazioni e punti di vista differenti.


Perché condividere un'esperienza significa anche aiutare qualcun altro a trovare la propria strada.


Vi invitiamo a scoprire la nostra prima intervista.


Buona lettura!


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Parola di Roki: Diventare genitori oltre la biologia: Percorso di Adozione


Per molte più persone di quanto si possa immaginare, il percorso verso la genitorialità non è sempre facile e lineare. La diagnosi di Sindrome di Rokitansky apre scenari inattesi, ridefinendo desideri, tempi e possibilità. Questa è la storia di una famiglia che ha scelto l’adozione come strada per costruire il proprio futuro e che ha deciso di condividere con noi la loro esperienza attuale, di questo sogno che si è realizzato.


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Buongiorno, grazie per aver deciso di condividere con noi la vostra meravigliosa avventura di vita. Se, durante il corso di questa intervista, in qualsiasi momento non vi doveste sentire a vostro agio o non voleste rispondere ad alcune domande, ci fermeremo e riformuleremo.


Se siete d’accordo, vorremmo cominciare questa intervista parlando di voi e della vostra relazione, per poi passare al tema che ci porta qui oggi: l’adozione.

Allora cominciamo!


D: Come hai convissuto con la diagnosi di Sindrome di Rokitansky e qual è stato il tuo percorso terapeutico? R: Ho convissuto abbastanza serenamente, nel senso che per me è la normalità avendo scoperto la sindrome molto presto, a 13 anni. Sono stata operata per due volte, perché la prima volta si è provato a conservare il moncone uterino che avevo, mentre la seconda è stato tolto.  


D: Come è cambiato il tuo modo di immaginare il futuro tra il prima della diagnosi e il dopo?

R: Per me non esiste un prima e un dopo, se quando hai 13 anni ti dicono che non puoi avere figli, non immagini proprio un futuro da “mamma”, per me era scontato non esserlo, poi quando è arrivato mio marito sono cambiate le cose. Tralasceremo tutta la trafila dello “spiegone” sulla Sindrome di Rokitansky, visto che ci troviamo proprio su un portale dedicato. Ma se sentiste la necessità di approfondire, siamo qui apposta.


D: Quanti anni avete?

R: 34 e 37.


D: Come vi siete conosciuti e com’è nata la vostra relazione?

R: Classico amici di amici che iniziano a frequentarsi.


D: Parlate apertamente della Sindrome di Rokitansky nel vostro percorso?  R: Ne abbiamo parlato e se capita ne parliamo, ma non è il nostro argomento cardine. 


D: Quando avete capito di vedere una famiglia con dei figli nel vostro futuro insieme? R: Quando ci siamo sposati.


D: L’adozione è stata una decisione immediata o il risultato di un percorso più lungo, in cui avete valutato diverse possibilità, come GPA, trapianto di utero, affidamento o anche la possibilità di non espandere la vostra famiglia?

R: È stato il risultato di un percorso più lungo, in cui abbiamo valutato anche se non seriamente gpa e trapianto di utero. 


D: Quali erano le vostre paure o dubbi iniziali in relazione alla scelta di proseguire per l’adozione? R: Inizialmente avevamo qualche timore legato alle incognite di affrontare le sfide della genitorialità considerando la possibilità di accogliere un bambino con un vissuto precedente al nostro incontro. Abbiamo però deciso di intraprendere questa strada con apertura, consapevolezza.


D: Iniziamo dalla parte bella: quando è nato vostro figlio e da quanto tempo è entrato nella vostra vita?

R: E’ arrivato da noi che aveva 44 giorni.


D: Siete ancora elettrizzati di felicità? R: Si, la vita con un bimbo piccolo scorre così veloce che non si ha nemmeno il modo di realizzare.


D: Come vi siete informati inizialmente sul funzionamento dell’adozione e sui diversi percorsi, per esempio nazionale o internazionale?


D: Quali fonti o figure, come per esempio servizi sociali, enti autorizzati, altre famiglie, sono state più utili per orientarvi? Dove avete realmente trovato le informazioni giuste per iniziare?   R: No, solo su internet. (ndr)


D: Ogni iter inizia con una formalizzazione della disponibilità: quali sono stati i primi passaggi cruciali amministrativi e burocratici?  R: La compilazione della domanda di adozione da presentare al  tribunale con tutta una serie di analisi ed esami sanitari, oltre al certificato carichi pendenti e casellario giudiziario. (ndr)


D: Come avete vissuto il rapporto con le istituzioni in questa fase iniziale?

R: Serenamente.


D: Vi è sembrato un processo chiaro e lineare o complesso da decifrare e seguire? R: Non complesso da decifrare ma lungo e impegnativo.


D:Quanto è durato effettivamente tutto il percorso?

R: 15 mesi


D: Alcuni percorsi prevedono una valutazione della coppia da parte di assistenti sociali e psicologi, per essere definiti “idonei” e per essere associati al minore: come avete vissuto questo momento e quanto è durato? R: Abbiamo fatto diversi incontri (forse una decina), ma siamo stati fortunati ad incontrare professionisti che ci hanno fatto sentire a nostro agio. 


D: Avete dovuto partecipare a corsi o incontri formativi? Se sì, quali e per quanto tempo? Ad oggi, quanto vi sono stati utili nel fornire più strumenti per diventare genitori più consapevoli e preparati?  R: No, nulla di tutto ciò.


D: Affrontiamo il tema dell’attesa: quanto è durata l’attesa tra l’idoneità e l’abbinamento con il vostro bambino? Come avete vissuto questo tempo? R: Siamo stati molto fortunati, idoneità e abbinamento sono stati contestuali.


D: Come vi è stato comunicato l’arrivo del vostro bambino e quali informazioni vi sono state date? R: Ci hanno chiamato e ci hanno convocato in tribunale, ci hanno solo detto l’età e lo stato di salute dell’adottando, senza nessuna altra informazione.


D: Dalla comunicazione all’effettivo incontro con vostro figlio, quanto tempo è passato e come siete stati aggiornati durante questa fase?

R: Due settimane di silenzio totale.


D: Come è avvenuto l’incontro con vostro figlio e come lo avete vissuto? Cosa ricordate con più intensità?  

R: Essendo ancora molto piccolo, abbiamo potuto portarlo a casa con noi il giorno stesso in cui lo abbiamo conosciuto. Ricordiamo ancora il momento in cui l’assistente sociale è entrata nella stanza dove lo stavamo aspettando, portandolo da noi: è stato un turbinio di emozioni.


D: A conti fatti, cosa significa affrontare concretamente un percorso di adozione oggi?

R: Ci vuole tanta fortuna, il nostro è stato un percorso molto veloce e lineare, anche se sappiamo che non è sempre così.


D: Cosa consigliereste a una coppia che decide di intraprendere questo percorso? R: Pazienza, coraggio e ottimismo.


D: C’è una discriminazione sulle scelte di genitorialità: l’adozione è considerata “migliore” rispetto a varie tecniche di riproduzione assistita: cosa ne pensate?

R: Bah, i giudizi della gente che non vive sulla propria pelle queste esperienze sono del tutto irrilevanti a nostro avviso.


D: Cosa pensate che la società debba sapere, a proposito di adozione, affinché questa scelta sia considerata per quello che è?

R: Sull’adozione ci sono un sacco di info anche in rete, a nostro avviso non si può parlare di vuoti informativi. 


D: Roki, come donna affetta da Sindrome di Rokitansky, come credi che ROKIHub potrebbe essere utile alle giovani donne e alle loro famiglie, di origine e future? Così, raccontando le storie di chi ci è passato.


Vi ringraziamo tantissimo per aver dedicato il vostro tempo a rispondere alle nostre domande e speriamo che abbiate vissuto questa intervista con serenità e condivisione.


Grazie, un abbraccio a entrambi e al vostro piccolo miracolo! 


Alla pagina ROKIHub & Genitorialità / Adozione e Affido trovi tante informazioni.


Fonti ufficiali consultate il 6 novembre 2026. Le pagine istituzionali di carattere generale possono conservare formulazioni precedenti: per l’accesso delle persone singole fanno riferimento la sentenza 33/2025 e la FAQ CAI dedicata. Questa guida offre orientamento e non sostituisce la valutazione dell’autorità competente sul caso individuale.


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Ogni intervista di Parola di ROKI sarà completamente anonima e verranno utilizzati nomi di fantasia, salvo diversa volontà degli intervistati.


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Con tantissima felicità e gratitudine, A presto, ROKIHub Team

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